Google Ads è uno degli strumenti più efficaci per fare lead generation ed entrare in contatto con persone realmente interessate all’acquisto dei nostri prodotti/servizi.
Vediamo quali sono gli step da seguire per implementare una strategia di lead generation con Google Ads che porti risultati concreti.
Indice dei contenuti
Analisi iniziale
Il consiglio è quello di partire sempre da un’analisi approfondita delle parole chiave.
Capire se e come gli utenti stiano cercando un dato prodotto/servizio è fondamentale per:
- scrivere il giusto copy, sia negli annunci che nelle landing page;
- stimare la domanda di mercato in base ai volumi di ricerca (maggiori sono i volumi, più grande sarà il mercato);
- stimare il livello di concorrenza di ogni keyword in base al cpc medio ( cpc elevato corrisponde ad alta concorrenza)
– individuare la giusta tipologia di campagna
Ma come si fa questa analisi?
Puoi utilizzare il pianificatore delle parole chiave che trovi gratuitamente all’interno del tuo account Google Ads, oppure strumenti di terze parti a pagamento come Semrush o Seozoom.
N.B.: il pianificatore delle parole chiave mostra dati precisi solo se hai un account che sta già spendendo, altrimenti i volumi di ricerca compariranno sotto forma di range
Per accedere al pianificatore ti basta andare su strumenti –> pianificazione –> strumento di pianificazione delle parole chiave.
A questo punto puoi inserire una o più parole chiave di tuo interesse e selezionare le zona geografica dove vuoi che i tuoi annunci compaiano.
Se vuoi avere maggiori informazioni sull’utilizzo di questo strumento, ti lascio questa guida.
Scelta della campagna
Come forse già sai, Google Ads ti dà la possibilità di creare diverse tipologie di campagna.
In prima battuta io ti consiglio sempre di valutare l’utilizzo di una search tradizionale, perchè ti permette di intercettare il traffico maggiormente qualificato.
Esistono casi in cui una search classica può essere sconveniente, ad esempio quando:
- non ci sono ricerche per quello che offri (caso molto raro);
- la concorrenza è così elevata che il costo per click non è sostenible economicamente.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di “saturare” il più possibile la rete di ricerca per sfruttare al massimo il traffico di qualità.
Tutti gli altri canali dovrebbero essere attivati successivamente, per espandere il bacino di utenza
Se, dopo un’attenta analisi, ritieni che attivare una campagna search sia sconveniente per i motivi citati sopra, puoi valutare le altre tipologie.
Campagne Demand Gen e Video (Youtube)
Con queste campagne puoi creare annunci che vengono pubblicati su Youtube in formato immagine + testo oppure video,
Sono pensate per stimolare la domanda latente o aumentare la consapevolezza di un brand (brand awareness) ma, a seconda dei casi, possono essere utilizzate anche per fare lead generation.
Ovviamente bisogna tenere conto che la qualità del traffico sarà sempre inferiore a quella proveniente da Google, in quanto gli utenti usano Youtube prevalmente per scoprire e cercare contenuti informativi.
Campagne Display
Grazie a queste campagne puoi far comparire i tuoi annunci sui siti partner di Google, sotto forma di banner pubblicitari.
Questo tipo di campagna è pensata principalmente per:
- aumentare la notorietà di un marchio (brand awareness)
- fare retargeting, ovvero mostrare annunci a chi ha già visitato il tuo sito
La cosa interessante di queste campagne è che puoi selezionare siti o pagine web specifiche dove far comparire i tuoi annunci.
Ad esempio, se sei un commercialista potresti fare in modo che il tuo annuncio compaia all’interno di una articolo che parla delle novità fiscali nel nuovo anno.
Campagne Performance Max
Si tratta di un nuovo tipo di campagna che permette di pubblicare annunci su tutte su tutta la rete Google (Search, Display, YouTube, Gmail, Discover, Maps).
Durante la creazione ti verrà richiesto di inserire una serie di asset come testi, immagini, video, loghi, descrizioni, sitelink che il sistema combinerà opportunamente per farti raggiungere gli obiettivi che hai prestabilito.
Le pmax si basano molto sugli algoritmi di machine larning di Google e danno poche possibilità di controllo su parametri come parole chiave e posizionamenti.
Per questo possono richiedere dalle 4 alle 6 settimane per andare a regime e generare conversioni in modo più stabile.
Naturalmente non menziono qui le campagne Shopping, in quanto sono specifiche per gli e-commerce.
Landing page
La landing page è la pagina web dove gli utenti atterranno dopo aver cliccato sui tuoi annunci.
Deve essere progettata seguendo criteri ben precisi, perchè il suo scopo è duplice:
1. Squalificare gli utenti non in linea con l’offerta
2. Spingere gli utenti qualificati a contattarci
Un esempio di metodo diffuso per qualificare il traffico consiste nell’indicare un prezzo ‘a partire da’, in modo da attirare solo gli utenti disposti ad accettare il costo minimo.
Ecco alcune delle caratteristiche fondamentali che deve avere una landing page:
- contenere informazioni pertinenti all’intento di ricerca dell’utente
- non avere link che rimandino ad altri siti o ad altre sezioni del sito stesso
- essere responsive, ovvero adattarsi bene a tutti i dispostivi (mobile, desktop, tablet)
- avere call to action chiare
- avere i touch point adeguati: io consiglio di utilizzare modulo di contatto e n. di telefono.
Se vuoi saperne di più ho scritto qui un articolo specifico su come strutturare correttamente una landing page.
Tracciamento delle conversioni
Un sistema di tracciamento delle conversioni ti permette di monitorare le azioni chiave che gli utenti compiono sulla tua landing page, come ad esempio una telefonata o la compilazione di un modulo di contatto.
In pratica, grazie a questo sistema, possiamo segnalare a Google Ads ogni volta che un utente compie un’azione utile per il nostro business.
Così facendo, l’algoritmo riesce a identificare il profilo degli utenti più propensi a convertire e, nel tempo, può ottimizzare automaticamente le performance della campagna per ottenere risultati sempre migliori.
Come si implementa il tracciamento delle conversioni?
1. Dentro l’account Google Ads si definisce l’azione che si vuole tracciare (es: acquisto, iscrizione, chiamata).
2. Google fornisce un codice di tracciamento chiamato tag di conversione (è di fatto un frammento di codice html)
3. Questo tag va inserito sulla pagina dove deve avvenire la conversione e viene comandato da un evento attivatore deciso da noi (ad esempio l’evento di visualizzazione pagina)
Per gestire in modo semplice i tag senza modificare ogni volta il codice del sito, si può utilizzare Google Tag Manager, uno strumento che centralizza la gestione di tutti i codici di tracciamento.
Se vuoi approfondire cos’è Google Tag Manager e come funziona, ti lascio questa guida.
Conclusione
Implementare una strategia di lead generation con Google Ads richiede metodo, attenzione ai dettagli e una conoscenza approfondita degli strumenti messi a disposizione dalla piattaforma.
I passaggi riportati in questo articolo sono fondamentali per il successo della campagna.
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