Come selezionare le parole chiave per Google Ads?

Quando si parla di campagne search, la scelta delle parole chiave è uno degli aspetti più cruciali.

Una buona selezione può portare traffico qualificato e aumentare le conversioni, mentre una scelta sbagliata rischia di bruciare il budget senza risultati.

In questo articolo ti guiderò passo passo nell’analisi e selezione delle keyword per le tue campagne, ma prima di tutto dobbiamo introdurre il concetto di “intento di ricerca”

 

Gli intenti di ricerca

Devi sapere che le parole chiave sono classificabili a seconda del loro intento.

L’intento si riferisce alle diverse motivazioni o obiettivi che le persone hanno quando eseguono una ricerca online.

 

Classificazione classica

Nel tempo sono state identificate 4 categorie d’intento:

1. Informativo: Le persone cercano informazioni per rispondere a domande o ottenere conoscenze su un determinato argomento. Ad esempio, cercare “Come funziona la fotosintesi?” è un intento informativo.

2. Navigazionale: Le persone cercano specifici siti web o risorse online. Ad esempio, cercare “Facebook” è un intento navigazionale, poiché l’utente vuole raggiungere direttamente il sito di Facebook.

3. Transazionale: Le persone cercano di compiere un’azione, come l’acquisto di un prodotto, la prenotazione di un volo o il download di un’app. Ad esempio, cercare “Acquista iPhone 13” è un intento transazionale.

4. Intento Commerciale: Le persone cercano informazioni per prendere decisioni d’acquisto, confrontando prodotti o servizi. Ad esempio, cercare “Miglior smartphone 2024” è un intento commerciale.

In linea generale quando creiamo una campagna, dovremmo dare priorità alle parole con intento transazionale e commerciale, perchè sono quelle che permettono di intercettare il traffico maggiormente qualificato.

 

Classificazione in base ai livelli di consapevolezza

In realtà esiste un’altra classificazione, meno conosciuta, ma a mio avviso estremamente più comprensibile ed utile, che si basa sui livelli di consapevolezza dell’utente.

Quando cerchiamo qualcosa online, il nostro livello di consapevolezza riguardante quel settore determina anche il modo in cui cerchiamo.

Senza troppi giri di parole vediamo questa suddivisione, con alcuni esempi pratici.

 

1. utente inconsapevole del problema

Banalmente, l’utente inconsapevole del problema è quello che non cerca nulla.

Perchè te ne sto parlando allora? Perchè il fatto che sia inconsapevole non significa che non abbia effettivamente un problema da risolvere.

In questi casi la rete di ricerca non è lo strumento adatto, ma bisogna andare a lavorare sui canali a domanda latente per “stimolare” il bisogno e rendere così il target più consapevole.

 

2. utenti consapevoli del problema

Questi utenti solitamente eseguono ricerche dall’intento informativo, ad esempio:

come eliminare i tarli
come guarire dalla depressione

Quindi sono consapevoli di avere un problema ma non conoscono le possibili soluzioni.

 

3. utenti consapevoli della soluzione

Sono persone che hanno già affrontato un certo processo informativo e sono arrivate ad individuare una soluzione al loro problema. Ad esempio:

produttori detergenti conto terzi
centro estetico a milano
chirurgo estetico a padova

 

4. utenti consapevoli del prodotto

Qui la linea di confine col punto 3 è piuttosto sottile, quindi cercherò di spiegartela con un esempio pratico.

centro estetico a milano” à “ceretta a milano“.
chirurgo estetico a padova” à “rinofiller a padova

Cioè in questo caso l’utente non solo è consapevole della soluzione, ma anche del tipo di prodotto/servizio.

 

5. utenti consapevoli del brand

Questo è il livello più vicino in assoluto all’acquisto.

L’utente sa esattamente quale prodotto vuole e sta semplicemente cercando dove acquistarlo. Ad esempio:

nike air force one bianche
birkenstock boston uomo

Ovviamente è possibile intercettare queste ricerche solo quando:

  • siamo rivenditori prodotti molto cercati;
  • il nostro stesso brand è molto cercato.

Secondo questa classificazione, per ottenere buone performance è preferibile scegliere parole chiave che rientrino nei punti 3 e 4 (in assenza di ricerche brand).

A questo punto potresti esserti già fatto/a un’idea di quali siano le parole chiave da analizzare nel tuo settore.

Ora è il momento di verificarne i volumi.

 

Analisi delle parole chiave

Per fare questo ci viene in aiuto uno strumento straordinario gratuito: il Google Keyword Planner.

Si trova all’interno di ogni account Google Ads, sotto strumenti e impostazioni –> strumento di pianificazione delle parole chiave.

Qui dentro puoi inserire le parole chiave che vuoi analizzare, la zona geografica e la lingua.

 

 

Dopo aver cliccato invio lo strumento ti restituirà un grafico che riporta il numero di ricerche mensili per le parole chiave hai inserito più altre simili da lui suggerite.

N.B.: dati precisi come quelli che vedrai in seguito sono disponibili solo negli account che hanno campagne attive da almeno 15 giorni.

 

 

Subito sotto troverai una tabella dove per ogni parola chiave (in riga) sono riportate varie metriche (in colonna). Vediamo quelle principali.

 

 

Media delle ricerche mensili

indica il volume medio mensile di ricerche per una parola chiave specifica e le sue varianti più strette, rispetto alle zone geografiche che hai selezionato.

Questa metrica ti permette di vedere come variano le ricerche nel tempo ed identificare eventuali andamenti stagionali.

 

Concorrenza

Il livello di concorrenza (basso, medio o alto) è determinato dal numero di inserzionisti che fanno offerte per quella specifica parola chiave.

 

Offerta per la parte superiore della pagina (gamma bassa o gamma alta)

Queste due metriche forniscono un valore minimo e massimo di costo per clic che l’inserzionista potrebbe sostenere, in base ai dati storici della piattaforma.

Questi due parametri sono importanti perchè danno un’idea più precisa del livello di concorrenza: maggiore è il cpc, maggiore è la concorrenza.

 

Come viene determinato il costo per click

Il cpc viene determinato attraverso un meccanismo ad asta automatizzata.

Quando un utente esegue una ricerca, Google avvia un’asta per determinare quali annunci verranno mostrati e in quale ordine. L’asta tiene conto di vari fattori.

  • Offerta: L’importo massimo che l’inserzionista è disposto a pagare per un clic.
  • Qualità dell’Annuncio (Quality Score): valuta la qualità e la pertinenza dell’annuncio, delle parole chiave e della pagina di destinazione. È influenzato dal tasso di clic atteso (CTR), dalla rilevanza dell’annuncio e dall’esperienza sulla pagina di destinazione.

Quindi non vince necessariamente chi offre di più, ma chi è in grado di creare l’annuncio più pertinente.

In base a questo meccanismo, quando il numero di inserzionisti per una data parola chiave cresce, anche il cpc aumenta.

Avere una stima di costo per clic può essere utile anche per decidere di non entrare in un dato mercato, quando ad esempio:

  • i cpc sono troppo alti
  • i volumi di ricerca sono troppo bassi o in decrescita.

Per fortuna, in Italia, molte ricerche hanno ancora un livello di concorrenza basso, per cui ci sono ottime opportunità in tanti settori.

La cosa straordinaria del Google Keyword Planner è che permette di fare delle vere e proprie analisi di mercato su scala locale, nazionale o internazionale.

Una volta selezionate le parole chiave si può passare alla creazione della campagna.

Se ti stai chiedendo quanto budget serve quindi per iniziare a fare pubblicità con Google Ads, ho scritto un articolo apposta che puoi trovare qui.

 

Conclusione

La scelta delle parole chiave per Google Ads è una fase fondamentale per il successo della tua campagna, ma seguendo questa guida credo che riuscirai a selezionare le migliori da utilizzare per i tuoi annunci.

Se invece pensi di aver bisogno del mio aiuto, puoi cliccare il pulsante qui in basso, compilare il modulo e prenotare una prima consulenza telefonica gratuita con me.

Ti aspetto!

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